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'Che genere di sensazioni hai quando danzi?'-'Non lo so... Una bella sensazione. Me ne sto lì, tutto rigido... Ma dopo che ho iniziato dimentico qualunque cosa, e... è come se sparissi. Sento tutto il corpo che cambia, ed è come se dentro avessi un fuoco. Come se volassi... Sono un uccello. Sono elettricità... Sì, sono elettricità' - "Billy Elliot"
'C'è un colpo perfetto che cerca di ragiungere ciascuno di noi. Non dobbiamo far altro che toglierci dalla sua traiettoria, lasciare che lui scelga noi' - "La leggenda di Bagger Vance"
'Il pensiero è reale, la materia è illusione' - "Aldilà dei sogni"
..:: Il Sogno ::..
martedì, 24 ottobre 2006
Quetzalcoatl
olio su tela – (50X70)
DISPONIBILE

Verrà presto il giorno in cui il Serpente Piumato discenderà nuovamente dalla piramide di Chichen-Itza, e in quel giorno chi sarà pronto, potrà scoprire di essere sempre stato custode di una particella indissolubile e a sè stante di ogni divinità, ottenendo così le proprie ali.


Sognato da Astralia
alle 23:47
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martedì, 24 ottobre 2006
Scatola Trischele
(acrilici, perline su legno)
DISPONIBILE


Sognato da Astralia
alle 23:25
commenti (4)

giovedì, 12 ottobre 2006

Il vero amore non lascia tracce
Come la bruma non lascia sfregi
Sul verde cupo della collina
Così il mio corpo non lascia sfregi
Su di te e non lo farà mai
Oltre le finestre nel buio
I bambini vengono, i bambini vanno
Come frecce senza bersaglio
Come manette fatte di neve
Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
Si perde nei nostri abbracci
Come stelle contro il sole
Come una foglia cadente può restare
Un momento nell'aria
Così come la tua testa sul mio petto
Così la mia mano sui tuoi capelli
E molte notti resistono
Senza una luna, senza una stella
Così resisteremo noi
Quando uno dei due sarà via, lontano
~ Leonard Cohen ~
Sognato da Astralia
alle 13:38
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mercoledì, 11 ottobre 2006
Morire dalle risaie. La contaminazione da riso Bayer si è estesa così a 11 Paesi, tra cui l'Italia Roma, 10 ottobre 2006 - Test effettuati da Greenpeace rivelano che i prodotti a base di riso, venduti in Medio Oriente, sono stati contaminati da riso Ogm coltivato illegalmente negli Stati Uniti. 
La contaminazione da riso Bayer si è estesa a 11 Paesi, tra cui l'Italia, con conseguenti bandi alle importazioni dagli Stati Uniti.
Dal momento che i prodotti vengono esportati passando per l'India, la contaminazione in Medio Oriente, secondo maggior importatore di riso al mondo e tra i maggiori riesportatori, ha implicazioni di carattere globale.
Oggi gli attivisti di Greenpeace hanno consegnato ai ministri dell'agricoltura, presenti al Congresso internazionale del riso a Nuova Delhi, delle simboliche scodelle di riso con un punto interrogativo, invitandoli ad agire contro la contaminazione del riso.
Paradossalmente, a sponsorizzare il congresso dei ministri dell'agricoltura di otto paesi asiatici, per influenzarne le decisioni, sono la Bayer e la Monsanto, i due colossi del biotech.
"La contaminazione del riso in Medio Oriente segna un duro colpo per gli Stati Uniti, già in crisi per il ritiro dei prodotti, le richieste di test, i bandi alle importazioni e gli ordini cancellati in molti altri paesi" dichiara Divya Raghunandan, responsabile Ogm di Greenpeace India.
"Ora, più che mai è evidente che le piante Ogm costituiscono un serio rischio. I paesi che permettono la coltivazione di queste piante espongono i contadini e i commercianti a un disastro economico e ambientale"
"La diffusione della contaminazione richiede contromisure urgenti. Questo riso e i suoi derivati potrebbero essere arrivati in tutti i supermercati", afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm.
"Sollecitiamo i ministri dell'agricoltura a imporre severi controlli sugli alimenti importati dai Paesi produttori di riso geneticamente modificato. Non vogliamo che i cittadini ne subiscano gli effetti" conclude Federica Ferrario.
http://www.greenplanet.net/Articolo17386.html
Sognato da Astralia
alle 22:28
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martedì, 03 ottobre 2006
Una giornata con Patch Adams R. TAGORE Tratto dal sito apnu.net “Patch è un personaggio strano e anomalo, semplicemente incredibile", osserva Robin Williams. "Indossa coloratissime camicie a fiori e una cravatta che, all'occasione, può anche emettere dei suoni. E' un eccentrico, ma anche un medico che esercita la professione con passione e dedizione. Non ha mai voluto entrare a far parte del sistema, piuttosto voleva crearne uno nuovo". "Patch è una sorta di guaritore che cerca di scoprire come funzionano i pazienti. Che cosa gli piace? Cosa li stimola? Quali sono le loro passioni? Realizzare le fantasie dei pazienti può aumentare i valori delle loro endorfine e il loro desiderio di rimettersi", racconta il regista Tom Shadyac. Patch Adams decise di diventare medico quando, ancora adolescente, venne ricoverato in un istituto per malattie mentali perché soffriva di depressione. Frequentò il Medícal College of Virginia verso la fine degli anni '60 e i primi '70. Dopo la laurea fondò il Gesundheit: Institute, che sosteneva la necessità di un approccio alla medicina più olistico e personalizzato. Dopo un'iniziale resistenza dell'opinione pubblica, verso la metà degli anni '80 la sua clinica poco ortodossa ha cominciato a ricevere una grande attenzione da parte dei media. "Ho sempre pensato che fosse strano e triste il fatto che le persone non abbiano alcun problema a comportarsi in modo rabbioso o burbero, ma che siano imbarazzate dal dover mostrare sentimenti positivi", spiega Patch. "Sappiamo tutti quanto sia importante l'amore, eppure, con quale frequenza viene provato o manifestato veramente? I mali che affliggono la maggior parte dei malati, come la sofferenza, la noia e la paura, non possono essere curati con una pillola". "Patch è stato fatto rientrare nella categoria degli illusi. E' stato definito un nuovo Don Chisciotte", osserva Williams. "Ma la gente ha apprezzato la sua dedizione, il suo impegno e la sua intelligenza. Non lotta contro i mulini a vento, fa tutto quello che è necessario ad aiutare le persone". "Mitch è messo sotto pressione dalle aspettative dei genitori e dal pensiero di doversi misurare con l'idea che la sua famiglia ha dei successo", spiega Hoffinan. "Ha l'acqua alla gola e non ha tempo, né pazienza, per chiunque non prenda la vita con la sua stessa serietà. Vede Patch vestito in modo strano, senza alcuna apparente preoccupazione, e prova immediatamente dell'astio nei suoi confronti. Mitch è convinto che il suo collega non sia adatto all'ambiente medico". "Truman è un po' un fifone. Teme di essere rimproverato e la fenna volontà di Patch di assumersi dei rischi e combattere l'autorità lo mette in soggezione", spiega London. "Ammira veramente ciò che quest'uomo rappresenta e la considerazione che egli ha per elementi intangibili fondamentali quali la comunicazione e l'apertura. "Oggi sappiamo tutto sulle endorfine e sull'importanza che la mente esercita nel processo di guarigione. Questa consapevolezza non esisteva ancora negli anni '60 e '70, quando Patch ha delineato la propria filosofia." Poichè prevediamo un'affluenza molto alta è consigliabile richiedere informazioni e prenotarsi al più presto inviando una mail a didi@apnu.net o telefonando a 340.3709215 (dalle 17 alle 19). Articolo per intero su: http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=638&mode=nocomments&order=0&thold=1
VIVERE LA GIOIA, UNA GIORNATA CON PATCH ADAMS
A PARMA, SABATO 7 OTTOBRE 2006
Prenotazione obbligatoria

"... La tua risata sia soltanto
una insensata allegria
come scintille di luce sulle onde.
La tua vita danzi lievemente
sul limitare del tempo
come la rugiada
sulla punta di una foglia.
Sulla corda della tua arpa
suona fuggenti melodie."LE IDEE DI PATCH ADAMS
La sua scheda personale della scuola di medicina riporta che Hunter 'Patch' Adams venne bocciato per 'eccessiva gaiezza'. Un tutor universitario una volta gli disse che "se voleva fare il clown doveva andare a lavorare in un circo". Patch di fatto voleva diventare un clown. Ma desiderava anche fare il medico. Riuscì ad esercitare entrambe le professioni combinando alcuni aspetti molto diversi della sua personalità. L'incredibile storia di Patch, che lo ha visto sia paziente che medico di un istituto per malattie mentali, celebra il trionfo di un brioso individuo e dei suo inarrestabile tentativo di perseguire un sogno idealistico.
Nel 1993, Adams ha scritto un libro sul suo lavoro di medico, nel quale spiegava le ragioni delle strane prescrizioni ispirate allo humour e i motivi che lo spingevano a travestirsi da gorilla, a riempire una stanza di palloncini o una vasca da bagno di tagliatelle per strappare un sorriso, per instaurare un contatto spirituale con un paziente, o semplicemente per donargli un momento di piacere.
Impiegando metodi non convenzionali e strambe sorprese per alleviare l'ansia dei pazienti e agevolare la loro guarigione, Patch ha aiutato a diffondere la teoria, allora appena agli inizi, che i medici dovrebbero curare le persone e non le malattie. Egli sosteneva che la compassione, il coinvolgimento e l'empatia sono di aiuto ai medici quanto i medicinali innovativi e i progressi tecnologici. Un'opinione radicale, oggi come allora.
Il film mostra come all'inizio pochissimi altri condividano la filosofia di Patch. Il preside della facoltà, il dottor Walcott, si oppone con fermezza ai suoi metodi, mentre Mitch (Philip Seymour Hofthian), il suo compagno di stanza, non lo ritiene altro che un babbeo rimasto bambino.
L'entusiasmo di Patch contagia comunque una cerchia molto ristretta di persone, fra le quali l'infermiera Joletta (Irma P. Hall), che chiude un occhio quando Patch effettua i suoi giri di visite non autorizzati, e i compagni di corso Truman (Daniel London) e Carin (Monica Potter).
Il Gesundheit Institute, una clinica non convenzionale nella quale i pazienti incontrano non solo un medico ma anche un amico, rappresenta il compimento dei sogno che Patch Adams ha sempre lottato per realizzare.
"L'assistenza medica è sempre più automatizzata. E' diventato un business", spiega Robin Williams. "Le persone hanno sempre meno contatti con i medici e gli infermieri, Il mio personaggio invece rifiuta di perdere la fiducia nell'importanza delle maniere gentili. E' quel tipo di medico la cui sola presenza fa star meglio".
Intervista a Patch Adams
D.:"Sei appena tornato dalla Macedonia, ti sembra un posto adatto per un clown?"
R.:" Dovunque la sofferenza porti le persone a perdere la fiducia e la visione positiva della vita la' e' un buon posto per un clown rivoluzionario. E' stata un'esperienza incredibile. Eravamo 30 persone, molti erano medici ma per la burocrazia della Nato non hanno potuto visitare nessuno nei campi profughi, allora abbiamo dato nasi rossi anche a loro. Avevamo preparato alcuni piccoli spettacoli ma non siamo riusciti a rappresentarli. I bambini ci hanno preso d'assalto, centinaia di bambini che volevano toccarci e avere il naso dipinto di rosso, bambini che non ridevano da giorni e noi eravamo li, e sentivamo le bombe esplodere subito al di la' del confine e bastava la sola nostra presenza a portare un'atmosfera diversa. Quando arrivavamo la tensione della guerra aveva contaminato i bambini che imparavano l'odio verso i Serbi, quando ce ne andavamo nessuno stava piu' pensando alla vendetta.
D.:" Quando hai capito che potevi usare la figura del clown per cambiare lo spirito delle persone?
R.:" Mio padre era morto in guerra, da soldato; mio zio si era suicidato, io avevo 18 anni, fui ricoverato 3 volte in ospedale psichiatrico e dovetti essere anche operato di ulcera; ero sempre ammalato. Fu guardando il mio compagno di stanza in manicomio che capii che io ero un principiante del dolore, li c'erano veri professionisti. Avrei dovuto soffrire moltissimo per eguagliarli. Capii che avrei pero' anche potuto usare la sofferenza come un'occasione per scherzare e che avrei potuto vivere tutto come un gioco. Nel mio ospedale, ad esempio, quando un malato dice di essere depresso io lo ammanetto al mio polso e lo porto in giro tutto il giorno con me. E io saluto le persone facendo scherzi buffi come infilare la testa nei miei pantaloni da clown e fingere di essere un uovo di pasqua che respira. E prima o poi il mio depresso fa un sorrisino e allora io gli faccio notare che in quel momento non e' depresso. E' quello che ho fatto con me stesso tutti i giorni negli ultimi 30 anni. E da allora non mi sono mai piu' ammalato.
D.:" Vuoi dire che non sei mai triste?"
R.:" Se muore un amico, e io ho tanti amici perche' tutti i miei pazienti sono amici e ogni tanto uno di loro muore, allora io soffro ma accetto di vivere questa emozione, e tutte le emozioni mi danno forza perche' le emozioni sono la vita".
D.:"Non ti sembra che la tua via sia un po' estrema, difficile da imitare?"
R.:" No chiunque puo' scendere per strada o fare la coda alla banca e cambiare quello che ha davanti. A volte basta proprio un niente. Avete in tasca una cacca finta e la mettete per terra e guardate le reazioni delle persone che cercano di evitarla. Io giro sempre vestito cosi', come un clown, e le persone ci mettono poco a capire che sono io che ho fatto lo scherzo e molti si uniscono a me. Una volta, in un aeroporto, il mio aereo era in ritardo di 2 ore e io ho coinvolto 30 persone in questo gioco. E' stato molto meglio che andare avanti e indietro sbuffando e guardando l'orologio e arrabbiandomi con le linee aeree. Nella vita ognuno deve scegliere tra essere uno che e' triste o essere un criminale di guerra come Bill Gates, che ha tanti soldi che potrebbe sfamare tutto il mondo e non lo fa, o essere un clown rivoluzionario come me."
D.:"Allora la comicoterapia salvera' il mondo?"
R.:"Odio la parola comicoterapia. Adesso tutto e' terapia. Musicoterapia, cromoterapia, acquaterapia. Io sono un essere umano e percio' sono comico.
Patch Adams, la mia esperienza a Kabul
E' il ricordo dei duetti intonati scambiando richiami d'uccelli nelle strade di Kabul con un omone afghano in bicicletta a innescare la straripante carica emotiva di Patch Adams, il medico-clown americano, divenuto celebre per la sua ''comicoterapia'', a Tolentino (Macerata), ospite del Comune in veste di esperto della rassegna 'Terapia del sorriso'. Adams accetta di rievocare la sua recente esperienza in Afghanistan, dove è andato - spiega - per cercare di trasmettere il messaggio che gli americani non portano solo bombe, ma anche amore.
''Amore'', ''strategia dell'amore'', sono le parole-chiave del suo discorso e quando parla dei suoi giorni in Afghanistan spesso ricorda che nelle strade di Kabul ''was like in heaven'', ''era come stare in Cielo''. ''Il mio personaggio - spiega - è quello di semplice, di un 'povero di spirito' (''fool'') e mentre stavo li' in strada a esibirmi, un grosso afghano in sella a una bicicletta si ferma, comincia a guardarmi e a emettere richiami d'uccelli, in un modo sublime, perfetto. Io a mia volta comincio a fare smorfie, gesti, versi e andiamo avanti, giocosamente, per venti minuti''. ''It was peace on heart'', commenta, ''pace in Terra'', nonostante lo scenario attorno.
In Afghanistan il medico statunitense è giunto con un gruppo di clown da tutte le nazioni.
''L'idea e' nata dopo l'11 settembre: dopo quel giorno, decisi di tenermi del tempo libero per andare in Afghanistan, ma non avevo ancora pensato come. Lo spunto me lo diede un regista italiano, Stefano Moser, che telefono' a una mia assistente proponendo il progetto.
Ne fui entusiasta - e qui Adams scatta dalla sedia, per aria, lanciando, come fa ogni tanto quando parla, un urlo di gioia - e accettai subito.
Però pensai che non dovevo andare da solo, ma in gruppo: era molto importante che non fossero solo americani ad andare. Ci sono voluti solo due giorni per mobilitare amici da tutto il mondo e portare in Afghanistan le 'Nazioni Unite dei clown' e, grazie al supporto organizzativo del Comune di Roma, anche dieci tonnellate di aiuti''.
''A febbraio siamo partiti, con un aereo militare italiano e già in volo - ricorda Adams, capelli grigi striati di turchino legati in un'infinita coda di cavallo - abbiamo cominciato a esercitarci, coi militari, facendo smorfie, accostandoci al loro viso per dipingergli la faccia. La resistenza - riferisce ridacchiando - è stata flebile, specie di fronte alle avances delle 'clownesse'''.
''Scesi a Kabul - prosegue il medico comico - Stefano avrebbe voluto cominciare a girare, ma noi eravamo lì per fare i clown, non un film''. ''E' stato durante quei giorni che ho capito come i moniti sulla pericolosità dell'Afghanistan fossero infondati. Certo, alle donne non potevamo avvicinarci troppo, né tantomeno toccarle, perché gli uomini ci guardavano minacciosi. Ma sentirle ridere, sotto il velo, insieme con i bambini era il risultato ottimale della nostra 'strategia dell'amore'''.
Una strategia - spiega Adams, con la luce negli occhi - rivolta non tanto ai bambini, ma agli adulti: ''io lavoro innanzitutto per i grandi''. Poi i ricordi tornano allo scenario asiatico, pieno di povertà: ''conosco bene - dice - la differenza tra essere povero e non avere niente'', e ricorda come i bambini afghani chiedessero spesso anche a lui ''bakshish'', mance, regali.
Ma senz'altro il ricordo più vivo è l''omone' che imitava gli uccelli, la sua prima immagine del Paese.
''Dopo un po' che duettavamo, ci chiese di poter lavorare con noi. Rispondemmo subito si' e il giorno dopo si presento' tutto pulito e sbarbato e si uni' alla compagnia. Penso che sia ancora la', con i miei amici rimasti a Kabul, a lanciare i suoi richiami''.
Adams ricorda poi la folla assembrata: ''per la voglia di starci vicini, di toccarci, le persone ci accerchiavano fin sotto il naso; questo, a volte, ha dato ad alcuni di noi un po' di claustrofobia, ma non abbiamo mai avuto alcun problema con la gente''. Il medico, infine, rievoca un' esibizione all' orfanotrofio di Kabul. Un momento particolarmente importante, per lui, rimasto orfano di padre a causa della guerra e per questo fortemente impegnato contro l'ingiustizia e la violenza. ''Io vado dovunque ci sono dolore e sofferenza e non c' e' amore, per portarcelo''. Adesso vuole andare al più presto in Palestina, anche se non ha ancora un piano preciso. Intanto Adams, che ce l'ha un po' con i cristiani che non seguono l'esempio di Cristo (''il mio presidente getta bombe in tutto il mondo'').
Sognato da Astralia
alle 10:30
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domenica, 01 ottobre 2006
Voglio camminare sulla crosta dorata che il Sole
Forma sulle acque,
Terra Promessa su cui tutti
Siamo destinati a camminare.
E tracciare con la punta dei miei piedi
Delle fenditure in essa,
ruscelli d'AZZURRO.
Adagiare le mie chiome auree
Sulla sua superficie,
e deporre le mie scarpe corvine,
scambiandole con dei calzari
d'avorio e d'argento.

Sognato da Astralia
alle 09:56
commenti (3)

domenica, 01 ottobre 2006
Scatola Vortice a cinque
(acrilici, perline su legno)
- VENDUTA -


Sognato da Astralia
alle 09:28
commenti (1)

LinKami

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