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'Che genere di sensazioni hai quando danzi?'-'Non lo so... Una bella sensazione. Me ne sto lì, tutto rigido... Ma dopo che ho iniziato dimentico qualunque cosa, e... è come se sparissi. Sento tutto il corpo che cambia, ed è come se dentro avessi un fuoco. Come se volassi... Sono un uccello. Sono elettricità... Sì, sono elettricità' - "Billy Elliot"

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sabato, 22 settembre 2007

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(www.thesecretitalia.it)

Sognato da Astralia
alle 14:30
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venerdì, 15 giugno 2007

citazioni, articoli, simbologia

 Il significato dei cerchi nel grano
di Leonella Cardarelli (leonellacardarelli@virgilio.it)


Il fenomeno dei cerchi nel grano ha iniziato ad avere eco all’inizio degli anni ‘90, quando nei nostri schermi televisivi ci vennero proposte immagini spettacolari di bellissimi e misteriosi cerchi nel grano in Inghilterra. Invero il fenomeno iniziò molto prima degli anni ‘90, c’è chi sostiene che i cerchi nel grano erano presenti già dagli anni ‘70 e chi ha azzardato l’ipotesi che vi erano tracce di essi dalla fine del ‘600.


I crop circles (nome inglese per definire i cerchi nel grano)sono aumentati gradualmente di numero e complessità (infatti non vengono chiamati più cerchi nel grano ma pittogrammi) tra il 1999 e il 2002, periodo in cui aumentò l’intensità solare. Questa coincidenza non è casuale in quanto la luce solare genera delle onde sonore tramite vibrazioni che noi non percepiamo. I cerchi nel grano non sono situati solo in Inghilterra ma in tutto il mondo ed anche in Italia, ad esempio nei pressi di Pordenone e a Cagliari. In quest’ultima città vi sono acque sotterranee e costruzioni legate al culto della Dea Madre. La presenza dell’acqua è un elemento strettamente determinante in relazione al fenomeno dei crop circles. Perché? Perché i cerchi nel grano non sono altro che messaggi provenienti dall’Universo. Nell’Universo tutto è suono e questi suoni si trasformano in cerchi nel grano grazie al potere dell’acqua: l’acqua - e in particolare alcuni tipi di acqua – possiede poteri particolari e anche un certo tipo di memoria; inoltre reagisce differentemente di fronte ai suoni. Possiamo ad esempio ricordare che la sillaba AUM rappresenta l’onda sonora che originò il mondo e che tuttora lo avvolge. Il suono crea la realtà, lo stesso Pitagora asseriva che ‘la geometria sacra nasce dal suono’…e i cerchi nel grano rappresentano in larga parte la geometria sacra.
Nelle aree interessate al fenomeno dei crop circles sono stati registrati degli infrasuoni ed è stato osservato che prima, durante e dopo la formazione dei cerchi nel grano c’è un’energia talmente elevata da far verificare interferenze quali la cancellazione di SMS dai cellulari e lo spegnimento di telecamere. Anche i chicchi all’interno dei pittogrammi presentano anomalie, studiate da Levengood: non solo i chicchi restano intatti ma talvolta presentano sviluppo accelerato o ritardato, anomalie nell'allungamento degli steli o piccole cavità di espulsione.


Nonostante ciò vi è ancora chi si ostina a pensare che i cerchi nel grano siano opera di esseri umani. Continuare ad alimentare questo assunto significa voler palesemente ignorare il fenomeno stesso, anche perché i pittogrammi creati dall’uomo sono facilmente riconoscibili. Dobbiamo però anche riconoscere che i mass media hanno la tendenza a minimizzare il fenomeno proprio perché si tratta di un fenomeno che la scienza ufficiale non può spiegare: affrontarlo degnamente comporterebbe la rimessa in discussione di molte informazioni del nostro paradigma dominante. Le persone meno scettiche sostengono che i crop circles siano stati creati dagli extraterrestri. Ciò non è un errore anche perché molti individui hanno avvistato palle di luce e/o dischi volanti durante l’apparizione dei cerchi. Tuttavia più che di extraterrestri sarebbe corretto parlare di intelligenze soprannaturali che tentano di comunicare con noi disegnando archetipi nella natura. Ogni anno appaiono nel mondo circa 250 pittogrammi. Lo scorso anno ne sono apparsi 250 solo in Inghilterra, nazione maggiormente colpita da questo evento precipuamente nelle zone di Stonehenge, Silbury Hill e Avebury. Come mai proprio in queste zone e non in altre? La spiegazione risiede nel fatto che queste località sono molto particolari poiché sono dei centri di energia, basti pensare che Stonehenge è legata alla leggenda di Mago Merlino e che l’11 luglio 1992 fu trovato ad Ogbourne (nel Regno Unito) un crop circle che aveva una somiglianza sorprendente con il complesso di Avebury.
Stonehenge è chiamata anche ‘il ballo (o la danza) dei giganti’ perché era grazie al ballo che Stonehenge si manteneva in vita, sia fisicamente che energicamente, vale a dire che a Stonehenge ci si ricaricava di energia con il ballo. Altre fonti sostengono, per converso, che la denominazione ‘la danza dei giganti’ ha un’altra accezione, identificando con quest’espressione il complesso di pietre in cui si sarebbero trasformati alcuni giganti tramite un incantesimo di Mago Merlino durante un ballo. Nel mondo esistono dei luoghi energetici e se essi vengono visitati consapevolmente ci si può ricaricare. Stonehenge è proprio uno di questi luoghi. Circa la sua costruzione sono state avanzate molteplici ipotesi. Solitamente vi si attribuisce il significato di santuario del culto solare ma molto probabilmente lo scopo era quello di prevedere le eclissi solari e lunari. Determinati studiosi hanno infatti alimentato la tesi che la direzione degli allineamenti sia stata fatta in base alla direzione del Sole all’alba e al tramonto nei solstizi e negli equinozi. A questo proposito ogni pietra equivale ad un giorno, ad un mese, ad una stagione e ad un anno. Se questa interpretazione fosse esatta ci troveremmo di fronte ad un vero e proprio calendario astronomico, creato da veri scienziati che sono stati in grado di elaborare calcoli molto complessi. Ma c’è dell’altro…: a Stonehenge vi è un monolite e si sostiene che se una persona si posiziona al centro di Stonehenge il 21 giugno osservando quel monolite alto circa quattro metri e mezzo si nota che la sommità di quella pietra coincide con l'orizzonte e in quel giorno il sole appare proprio sulla sommità della pietra. Sembra sia stato John Smith il primo, nel 1771, a constatare tale coincidenza. Il mistero di Stonehenge è a tutt’oggi ancora aperto: il suo popolo è scomparso improvvisamente senza lasciar tracce e le pietre utilizzate sono molto particolari per quel tipo di area geografica.


Monoliti e cerchi nel grano si trovano in prossimità di allineamenti speciali, detti ‘linee legge’ o semplicemente ‘linee delle energie’. Non a caso i monoliti contengono quarzo, che è un ottimo canalizzatore di energia. Questi allineamenti funzionano da canalizzatori delle energie terrestri, tuttavia tali energie non sono misurabili con le nostre leggi fisiche ma esclusivamente con la psiche o il subconscio, oppure si possono intercettare con la verga da rabdomante o il pendolo.
Come affermò Ermete Trismegisto ne La tavola di smeraldo, “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una.” Quest’affermazione somiglia molto al “come in cielo, così in terra” del Padre nostro della religione cattolica.
I cerchi nel grano, come precedentemente affermato, rappresentano la geometria sacra e molti simboli sacri. Vediamone alcuni…
- dreamcatcher, ovvero l’acchiappasogni dei nativi americani
- le eclissi, infatti si sostiene che nell’apocalisse (termine che deriva dalla pariola greca apokalypsis che significa rivelazione di un segreto) ci saranno molte eclissi. Invero l’apocalisse non è da considerare un fenomeno futuro poiché è largamente probabile che l’umanità stia già attraversando l’apocalisse stessa
-stella a sei punte (l’esagono rappresenta il completamento dell’opera e il 6 è considerato dai pitagorici il numero perfetto)
- Graal, simbolo dell’unità e della conoscenza ermetica
- la scritta OMO
- il simbolo Ank, simbolo di vita e di immortalità
- l’ occhio di Horus, figlio di Iside ed Osiride presso l’antico Egitto. E’ l’occhio che tutto vede e tutto purifica
Oltre alla raffigurazione dei suddetti simboli vi è un evento molto interessante che vale la pena menzionare: nel 1974 il radiotelescopio di Arecibo, a Porto Rico, inviò nello spazio un messaggio in direzione della costellazione di Ercole. Era uno schema di 73 righe in numeri primi e a livello molto schematico rappresentava un uomo, il carbonio (elemento più diffuso nella Terra) e il numero 4 miliardi, cioè la quantità della la popolazione umana terrena.
Nel 2001 a Chilbolton, in Inghilterra, proprio nei pressi di un radiotelescopio, arrivò (sempre in codice binario) la risposta del messaggio sotto forma di pittogramma (era quasi identico al nostro, cambiavano solo alcuni elementi, ad esempio il silicio in luogo del carbonio e 9 miliardi in luogo di 4 miliardi), insieme ad un altro pittogramma rappresentante un sorprendente volto umano. L’anno precedente questa apparizione fu scoperto, sempre nella stessa zona, un pittogramma che sembrava rappresentare una grande astronave. Alcuni hanno pensato che si trattasse di uno scherzo, tuttavia vale la pena riflettere…
E’ inoltre da ricordare che il fenomeno dei cerchi del grano va avanti da almeno 30 anni e molte eclissi che essi hanno raffigurato si sono posteriormente verificate a livello effettivo.
Tra i vari crop circles ce n’è anche uno che raffigura il calendario Maya e anche questo, così come le eclissi, possiamo considerarlo “profetico”. Il calendario maya arriva fino al 2012, data per la quale è previsto un avvicinamento di Venere alla Terra, avvicinamento che provocherà un salto vibrazionale, un cambiamento. Il 2012 non è poi molto lontano e per quel cambiamento dobbiamo essere preparati, innanzitutto sviluppando pensieri positivi di amore e di pace ed avvicinandoci alla spiritualità che altro non è che la parte più vera e profonda di noi. Gli autori dei crop circles stanno cercando di ricordarci qualcosa e lo stanno facendo con molta urgenza! Tra le molteplici teorie sui cerchi nel grano ve ne è una che sostiene che sarebbe proprio la Madre Terra a crearli per avvisarci che distruggendo l’ambiente stiamo andando incontro a catastrofiche conseguenze. Questa teoria abbraccia quella di Colin Andrews il quale ha incontrato gli Hopi che gli hanno riferito che la Terra è in difficoltà e che i pittogrammi sono un modo per parlare alle nostre coscienze: ci basterà osservarli per recepire il messaggio (in quanto i simboli vanno direttamente nell’inconscio). Qualcuno ci osserva e sta cercando di aiutarci. Ora non dobbiamo più pensare chi è che crea i cerchi nel grano. Non c’è più tempo. Ora dobbiamo solo recepire il messaggio.

Sognato da Astralia
alle 21:42
commenti (4)

 

sabato, 02 giugno 2007

citazioni, articoli, simbologia

Manuela Poggi - Holger Marschall
L'infinito cuore dei bambini
Gli indaco nella nostra vita

PARTE PRIMA
L'ESSENZA DEGLI INDACO
COME SONO GLI INDACO

[pag. 19] Questi meravigliosi esseri arrivano su questa terra con un grosso bagaglio di
conoscenze. Sono luminosissimi ed è per questo che sono chiamati i Cristallo.
La loro luce si espande soprattutto nei primi anni di vita, portando amore, armonia, equilibrio e pace.
La loro aura ha nuovi colori: dall'indaco ai più chiari colori pastello di tonalità mai viste.
Hanno tantissimi doni: l'indipendenza, la fiducia in se stessi, la libertà, la chiarezza, la fermezza,
l'intelligenza, l'intuizione, la premonizione, la chiaroveggenza, la telepatia, la velocità, la pazienza, l'umiltà, la dolcezza, la gioia e molto amore.
Con tutte queste facoltà si potrebbe pensare che sono perfetti!
Sicuramente hanno molte possibilità al loro attivo, sono creature di una nuova dimensione e si sono già adattati a quella futura.
Il vero problema è che hanno difficoltà di adattamento in quella attuale. Pur avendo tutte queste capacità, sono estremamente fragili quando vengono colpiti duramente.
Più è chiaro il colore dell'aura, più il bambino che lo manifesta sarà delicato, ipersensibile, taciturno e facilmente vulnerabile a una violenza psicologica. Senz'altro hanno un potenziale di sopportazione molto più alto del normale, ma se collassano la loro ripresa è molto più difficile.
Quando perdono fiducia in chi gli sta intorno, si chiudono nel loro mondo e ristabilire la comunicazione con loro è veramente difficile. In base alle mie valutazioni, e al numero di persone che vengono a chiedere il mio aiuto, possi dire che i danni provocati siano già molto vasti, e altri se ne continuano a fare.
Questa è una delle pulsioni che mi ha spinto a dedicarmi a questi bambini.
Essi sono molto ingenui e puliti, credono nella bontà dell'essere umano, perché loro ne hanno molta, ma soffrono tantissimo quando scoprono che le persone ne sono prive.
La mancanza d'amore e di una vera partecipazione alla loro vita li ferisce profondamente, lasciando un segno difficile da cancellare.
Imparano molto velocemente, perchè dotati di un grosso spirito di osservazione; ciò li porta a notare le nostre cattive abitudini e li fa reagire in modo imprevedibile ed a volte pericoloso. Sono stati divisi in quattro gruppi, ed io non voglio entrare nel merito, certamente così è più facile dare loro un profilo caratteriale, quindi utilizzerò un mio concetto di classificazione suddividendoli in due insiemi. Nel primo gruppo possiamo collocare quelli estremamente gentili, sensibili, premurosi ed introversi.
Se presi per il verso giusto sono una vera e propria manna ma, se non vengono capiti e si trovano in una situazione familiare difficile, si chiudono nel loro mondo in modo talmente ermetico che risulterà veramente difficile trovare la chiave di accesso. Al secondo gruppo appartengono i soggetti estremamente forti, esuberanti, sicuri e perfino provocatori: se si riesce ad entrare nelle loro grazie tutto fila liscio. Se invece non vengono
compresi la situazione diventa difficilmente controllabile, in quanto nascono problemi di iperattività ed anche di grande aggressività e sfida.
Questi sono esempi estremi, ma la nostra società è portata a spingere le persone all'eccesso e queste reazioni si stanno già manifestando molto più del dovuto.
Un campanello di allarme ci è dato dalle statistiche mediche riguardo ai troppi bambini "sedati" con farmaci chimici: è certamente molto più facile addormentarli che cercare di capire il loro problema!
Siamo troppo attaccati ad abitudini e regole e non abbiamo nessuna intenzione di rivoluzionare la nostra vita. Ma l'evoluzione della terra non può essere fermata, ed ancora meno quella dell'essere umano. Siamo noi che abbiamo scelto questo percorso, anche se non lo ricordiamo più: questi bambini sono venuti per ricordarcelo.
Dovremmo essere loro grati per avere avuto il coraggio di rivoluzionare la nostra esistenza, scuotendoci dal torpore.
Una delle cose più belle dei bambini Cristallo

è che non accettano compromessi né da se stessi né dagli altri. Questo atteggiamento certamente crea situazioni di grossa lotta e contrasto. Il modo migliore per avere un buon contatto e risultato con loro è di essere se stessi, cioè onesti e sinceri, non essere falsi, ipocriti, egoisti e superficiali; queste sono tutte cattive abitudini.
Questo comportamento ha già creato abbastanza danni, figuriamoci quanto possa essere deleteria una relazione con un
Cristallo che percepisce in modo così amplificato. Fin dai primi giorni di vita i Cristallo
recepiranno l'intensità dell'amore e l'ambiente che li ha accolti. Vi accorgerete da subito della loro attenzione e perspicacia, con un pò di buona volontà arriverete perfino a percepire i loro messaggi e non crediate che sia una mia fantasia.
Sanno mettersi in contatto in molti modi, sono molto sensibili alla trasmissione ambientale e reagiscono immediatamente. Diversamente da noi, che abbiamo perso queste facoltà, hanno un intuito potentissimo e una memoria ancestrale molto risvegliata. Fin da piccolissimi sanno chi sono, e lo esprimono tranquillamente, con onestà ed umiltà lasciando tutti di stucco. Sono talmente sicuri di se da estraniarsi spesso dal mondo esterno. Questo però non vuol dire che non possano essere feriti: a forza di tirare, anche la corda più forte si spezza. Sicuramente ce la mettono tutta per venirci incontro, ma noi siamo talmente pigri da non riuscire più ad andare verso di loro.
Vedono la vita da un livello completamente diverso ed hanno un modo di reagire per noi imprevedibile, ma molto logico; molte cose che per noi sono importanti per loro non hanno alcun significato.
Sono gentili e rispettosi di indole, ma rimangono allibiti di fronte al nostro comportamento. Si sforzano di capirci, ma vengono feriti quando scopriono che il loro interesse per noi non è assolutamente ricambiato. Sentono il forte peso dell'incomprensione e del menefreghismo. Da tutto ciò nascono le loro problematiche e le reazioni atipiche. Non sopportano la nostra vita programmata da abitudini logoranti e noiosamente ripetitive ed essendo molto fantasiosi e ricchi di inventiva, non tollerano di fare sempre le stesse cose.
Apprendono al volo se sono interessati e stimolati, mentre non prestano nessuna attenzione se l'argomento è per loro irrilevante.
Sono diretti, chiari ed essenziali e non capiscono perché siamo così tortuosi.
Trovano soluzioni in un batter d'occhio senza complicarsi la vita. Quindi hanno il potere di risolvere le situazioni nel modo più facile ed idoneo al caso. Sono inflessibili sulle loro decisioni anche se avvertono
un'ostica resistenza.
Lottano per essere rispettati e capiti ed insistono fino allo sfinimento nella loro teoria, dimostrandovi che hanno ragione con una lucidità e volontà ferrea, tanto che i "grandi" si sentono imbarazzati e frustrati, reagendo sulle difensive con errori madornali. Spesso non possono sopportare che un bambino trovi la soluzione prima di loro.
Questi bimbi ci trovano lenti e noiosi, ma a differenza nostra sono pazienti ed umili. Non amano nessun tipo di aggressività e rabbia ed hanno reazioni veramente insospettabili davanti a queste.
E' molto importante spiegare loro ciò che debbono fare, senza imporlo. Non vi seguiranno mai se non capiranno quello che volete, e faranno mai niente a pappagallo.
Se li coinvolgete nel vostro lavoro saranno contenti, spesso sono molto più maturi della loro età anagrafica e possono essere di grande aiuto.
Sono molto felici di rendersi utili, ma non fate finta di essere infallibili perché sanno benissimo come siete, vedono i vostri limiti e li rispettano pazientemente: siate onesti.
Se vogliono sono calmi e riescono a trasmettere ciò anche agli altri, sono invece iperattivi quando non vengono capiti e vengono costretti da regole ed abitudini coercitive. Vogliono sapere, capire, collaborare, lavorare e lo fanno in modo preciso ed attento.
... [pag.22] ...
... [pag. 23] ...
Non esiste una ricetta che vada bene per tutti, i nostri limiti sono senz'altro più ristretti dei loro, quindi prima dobbiamo diventare più elastici, poi possiamo delineare la condotta educativa più
idonea. Solo il nostro cuore e l'intuito potranno indicarci la giusta strada.
Nessuno può stare al vostro posto, perciò siate i maestri di voi stessi; si può imparare a ritrovare il proprio cuore per diventare autonomi nei rapporti con questi bambini. Pensate che meravigliosa cortesia ci fanno questi esseri: siamo rimasti per secoli addormentati, pigri ed infelici. Quando siamo disperati per riuscire a calmarli, dovremmo lavorare su noi stessi, trovando una soluzione per entrambi risvegliando il nostro ed il loro amore. Avremmo continuato a dormire per altri secoli, se non fossero arrivate queste schiere sulla terra. L'uomo purtroppo è pigro e reagisce solo nella massima difficoltà, il nostro sonno è molto profondo ed occorre una grossa sollecitazione per svegliarci, ed è per questo che i bambini
Cristallo
sono così dirompenti. Ora abbiamo l'opportunità di poter ritrovare noi stessi ed il nostro cuore, per donarlo prima a noi e poi a loro.
Non siate troppo rigidi: vi stanno facendo una grossa cortesia.
Cercate di mettervi nei loro panni, potrebbe essere un'esperienza davvero interessante. Fatevi spiegare, cosa sentono, cosa vedono, cosa provano, cosa vogliono; lasciandoli parlare scoprirete sicuramente molte cose interessanti.
Datevi l'opportunità di poter cambiare, di godere di questa splendida opportunità.
Potreste scoprire che uscire dai canoni non è poi tanto male!!!
Forse vi accorgerete che vivere liberi non è così spiacevole e nemmeno così spaventoso. Non possiamo pensare che "nascano imparati" nel nostro mondo, essi conoscono il loro; per noi è tutto scontato, per loro no!!!
Siamo attaccati alle nostre abitudini ed è molto difficile guardare attraverso una nuova visuale La mia non vuole essere una critica, ma una profonda comprensione delle difficoltà in cui si trovano i genitori, insegnanti e psicologi, e non ultimi i bambini, con la fatica di decifrare e decodificare i messaggi degli adulti I grandi si sentono offesi, non rispettati, frustrati e a volte anche insultati.
I bambini si sentono soli, incompresi e disperati.
Due mondi che si scontrano con lingue differenti, punti di vista molto lontani e quindi difficoltà di comunicazione.
Cosa possiamo fare?
Il segreto del successo sta nel riuscire ad aprire il proprio cuore e lasciar fluire la propria intuizione, solo così si può trovare un punto d'incontro.
Con il cuore possiamo trovare tutte le soluzioni, tutti gli esempi in questo libro vengono fatti per stimolare il risveglio del cuore, è un cammino fatto insieme per poter ricominciare e percepire noi stessi e loro.
... [pag. 24] ...


Alexander Holger Marschall. Docente di tecnica  e di psicomotricità a livello internazionale. Collabora in vari istituti per l'infanzia.
Manuela Poggi. Sensitiva ricercatrice di bioenergetica, chinesiologia e medicina olistica.



ISBN: 88-89837-19-5
AUTORE: Manuela Poggi - Holger Marschall
TITOLO: L'infinito cuore dei bambini.
Gli indaco nella nostra vita.
PREZZO: 10.00
PAGINE: 234
ANNO: 2006
EDIZIONI: IL CALAMO
INTERNET: http://www.ilcalamo.it/
E-mail: info@ilcalamo.it

 

Sognato da Astralia
alle 12:03
commenti (17)

 

martedì, 01 maggio 2007

articoli, simbologia

'La Donna Scheletro è una storia di caccia sull’amore. Nelle storie che vengono dal nord l’amore non è un appuntamento romantico tra due innamorati. Le storie delle regioni circumpolari descrivono l’amore come un’unione di due esseri la cui forza fa sì che uno o entrambi entrino in comunicazione con il mondo-anima e partecipino al fato come fosse una danza con la vita e con la morte. (…) un legame visibile, composto dal nerbo psichico della tolleranza, un’unione che dura nella ricchezza e nell’austerità, nei giorni e nelle notti più complicati e più semplici. L’unione di due esseri è considerata in sé una magia “angakok”,una relazione attraverso la quale “i poteri che sono” diventano noti a entrambi gli individui.

Questo tipo di unione prevede peraltro dei requisiti. Per creare un amore duraturo, si invita un terzo partner all’unione: la Donna Scheletro. È anche chiamata Signora Morte, e come tale è la natura Vita/Morte/Vita in uno dei suoi molteplici aspetti, in cui non è una malattia ma una divinità. (…)

Per creare un amore duraturo, la Donna Scheletro dev’essere ammessa nel rapporto e abbracciata da entrambi gli amanti. (…)

La fase della corsa e del nascondimento è il momento in cui gli amanti cercano di razionalizzare la loro paura dei cicli Vita/Morte/Vita dell’amore. Dicono: “Può andare meglio con un altro”, oppure “Non voglio rinunciare a…” oppure “ Non voglio cambiare la mia vita”, “Affrontare le mie o altrui ferite”, “Non sono ancora pronto/a”, “Non voglio essere trasformato/a senza sapere prima di tutto i particolari di come apparirò/mi sentirò dopo”.

È un momento in cui i pensieri sono tutti mescolati alla rinfusa, e si cerca disperatamente un riparo, e il cuore batte, non perché si ama e si è amati, ma per vigliacca paura. Essere intrappolati da Signora Morte!
Alcuni fanno l’errore di pensare di sfuggire a una relazione con l’amante. Non fuggono dall’amante o dalle pressioni della relazione: cercano di evitare la misteriosa forza Vita/Morte/Vita. La psicologia la diagnostica come “paura dell’intimità, paura dell’impegno”. Ma quelli sono soltanto sintomi. Il problema più profondo è la sfiducia.
Dunque la Donna Morte insegue l’uomo attraverso le acque, attraverso i confini tra il territorio inconscio e il conscio della mente. La psiche conscia si fa consapevole di quanto ha preso e cerca disperatamente di superarlo. Nel corso dell’esistenza lo facciamo costantemente. Qualcosa di spaventoso alza la testa. Siamo disattenti e continuiamo a tirare, pensando si tratti di una qualche preda. È un tesoro, ma non del tipo che ci immaginiamo. Sfortunatamente ci hanno insegnato ad averne paura. Cerchiamo allora di fuggire o di rigettarla,o di dolcificarlo e renderlo quel che non è. Ma non è questa l’opera da compiere. Alla fine, tutti dobbiamo baciare la strega.

Lo stesso processo segue l’amopre. Vogliamo solamente la bellezza e non vogliamo affrontare “il brutto”. Respingiamo la Donna Scheletro, ma lei va avanti. Corriamo. Lei ci segue. È la grande maestra che avevamo detto di volere. “No, non questa maestra!” urliamo. Ne vogliamo una diversa. Peccato: è la maestra che tocca a tutti.

Secondo un detto: quando l’allievo è pronto, ecco che il maestro compare. Significa che il maestro, arriva quando l’anima, non l’io, è pronta. Il maestro viene quando l’anima chiama – e per fortuna, perché l’io non è mai veramente pronto. Se dovessimo aspettare un io pronto perché il maestro venga a noi, resteremmo per tutta la vita senza maestri. Siamo fortunati, poiché l’anima continua a trasmettere il suo desiderio indipendentemente dalle opinioni sempre mutevoli del nostro io. (…)

Talvolta questa paura di confrontarsi con la natura Morte è distorta in “assentarsi”, cercando di cogliere soltanto i lati piacevoli della relazione senza aver a che fare con la Donna Scheletro. Non funziona mai.
Provoca un’immensa ansia negli amanti che non “si prendono spazio”,perché in realtà vogliono incontrarsi con la Donna Scheletro. Si sono preparati, si sono rafforzati, stanno cercando di mantenere in equilibrio le loro paure. E ora, proprio quando sono pronti a sciogliere il mistero, proprio quando l’uno o l’altro stanno per battere sul cuore come su un tamburo e cantare per una vita insieme, uno grida: “Non ancora”, oppure “No, mai e poi mai”.
Ampia è la differenza tra il bisogno di solitudine e di rinnovamento e il desiderio di “prendersi spazio” per evitare l’inevitabile rapporto con la Donna Scheletro. Ma il rapporto, inteso come scambio e accettazione della natura Vita/Morte/Vita, è il passo da fare per rafforzare la propria capacità di amare.
Tutti quelli che “non sono pronti” , “hanno bisogno di tempo”, sono comprensibili, ma soltanto per un breve periodo. La verità è che nessuno è mai del tutto pronto, non esiste “il momento giusto”. Come sempre nella discesa nell’inconscio, viene un momento in cui uno semplicemente spera nel meglio, si tappa il naso e si tuffa nell’abisso. Se così non fosse, non avremmo mai avuto bisogno di cercare le parole “eroina, eroe”, o “coraggio”.
L’opera di apprendimento riguardante la natura Vita/Morte/Vita deve essere fatta. Perché la Donna Scheletro affonda nelle acque, ma continuerà a riemergere e a inseguire. È il suo lavoro. Il nostro è quello di apprendere. Volendo amare, non se ne può fare a meno. Abbracciarla è un “compito”. Senza un compito che ci sfida, non può darsi trasformazione, né reale senso di soddisfazione. Per amare il piacere non ci vuole molto. Per amare davvero ci vuole un eroe capace di governare la propria paura. (…)

Se stiamo facendo l’amore, anche se siamo apprensivi o spaventati, desideriamo liberare le ossa della natura Morte. Vogliamo toccare il non-bello dell’altro, e in noi medesimi. Dietro a questa sfida c’è una prova per l’Io (…).
Per alcuni, è più facile pensare pensieri superiori e bellissimi e toccare le cose che positivamente ci trascendono, che toccare, aiutare e assistere il non-così-positivo. (…) è facile cacciare il non-bello e sentirsi nel giusto. È il problema dell’amore dell’aver a che fare con la Donna Scheletro.
Che cos’è il non-bello? La nostra segreta fame di essere amati è il non-bello. La nostra negligenza quanto a lealtà e a devozione sono poco attraenti, il nostro senso di separazione dall’anima è scialbo, i nostri bitorzoli psicologici, le inadeguatezze, gli equivoci e le fantasie infantili sono il non-bello. Inoltre, la natura Vita/Morte/Vita che partorisce, distrugge, tiene in incubazione e di nuovo partorisce, è considerata dalle nostre culture il non-bello.
Sbrogliare la Donna Scheletro è comprendere questo errore concettuale e correggerlo, è comprendere che amore non è tutto un luccichio di candeline. Sbrogliare la Donna Scheletro significa trovare coraggio e non paura nell’oscurità della rigenerazione. Significa balsamo per le ferite. Significa cambiare i nostri modi di vedere e di essere per riflettere la salute piuttosto che la povertà dell’anima. (…)
Quando la natura Vita/Morte/Vita in sé stessi o in una relazione viene soppressa, (…) sempre si dà un’interruzione della libido. Ecco che l’amore diventa impossibile. Restiamo sott’acqua, nient’altro che ossa mosse dalle correnti. Sbrogliare la natura Vita/Morte/Vita significa apprendere le attenuazioni, le abitudini, i movimenti. Significa apprendere i cicli della vita e della morte, memorizzarli e vedere pertanto come vanno insieme, come costituiscono un singolo organismo, proprio come lo scheletro è un unico organismo.

La paura è una scusa modesta per non fare il lavoro. Tutti abbiamo paura. Niente di nuovo sotto il sole: se sei vivo, hai paura.’

 

                                       Clarissa Pinkola Estes – “Donne che corrono coi lupi”

Sognato da Astralia
alle 22:28
commenti (8)

 

domenica, 25 febbraio 2007

citazioni, articoli

www.psychoanalysis.splinder.com

"Soltanto" parole...

-La donna è più forte dell'uomo nelle sue caratteristiche più tipiche così come l'uomo è più forte di lei nelle proprie e ognuno dei due diventa più debole quando voglia snaturarsi e rinnegare la propria essenza profonda come certe "femministe estremiste" che credono, a torto, che identificarsi con l'uomo e con la sua tendenza alla sopraffazione e alla violenza le renda più forti mentre in realtà stanno solo abdicando alla loro natura più vera: - Credo che entrambi i sessi abbiano i rispettivi punti di forza che li contraddistinguono, che li rendono esclusivi ed a loro modo pieni di possibilità-. Allora ritorna il principio essenziale che UNA IDENTITA'SOLIDA E FORTE andrebbe sempre ricercata a partire dal proprio Sè più profondo e dalla propria storia personale e non ricalcata (in similitudine o in contrapposizione) su qualcun altro: due identità profondamente diverse, ma entrambe rispettose delle diversità dell'altra. E'ovvio poi che un post sull'identità nascente della donna tocchi le corde emotive di molte donne che si sentono interessate al tema in prima persona, ma la cosa interessa molto anche quei pochi uomini (compresi noi due) che tentano di capirle con ogni mezzo sentendosi loro alleati e non loro oppositori. Ma purtroppo, come sai, molti altri uomini non riescono ancora a uscire dal loro arcaico bisogno di potere e di possesso e forse è questo uno dei motivi che li tiene lontani dall'argomento che stiamo affrontando nel mio post. Quanto all'indipendenza, si è visto che in realtà, contrariamente alle (ormai superate) concezioni di Sigmund Freud e di Margaret Mahler, l'indipendenza e autonomia assolute non sono nè possibili nè sane, perchè ogni persona ha un bisogno assoluto di relazionarsi ad almeno una persona che la capisca e, come dicevi, quando scaviamo dentro ai sedicenti autosufficienti, ci accorgiamo che hanno un enorme bisogno autorepresso di affetti significativi da cui si tengono lontani solo per un motivo: la paura di nuove delusioni che li manderebbero ancora una volta in pezzi. In realtà si allontanano dagli altri perchè temono di non essere accettati e poi razionalizzano la cosa dicendo che "non hanno bisogno di nessuno", ma, come dicevi, quando qualcuno si avvicina e rompe quella terribile solitudine quasi sempre li scopre assetati di amore, come d'acqua chi abbia attraversato il deserto. In particolare quelle donne che, come dicevi, affermano rabbiosamente - Io sto bene da sola - sono quasi senza eccezioni donne deluse che hanno rinunciato ad amare perchè hanno subito troppe disillusioni dall'insufficienza/inaffidabilità di molti uomini e ormai dubitano di poter trovare uomini all'altezza delle loro richieste affettive, ma, sentendosi profondamente ferite, negano il loro bisogno per difesa. La stessa cosa capita anche a molti uomini che affermano difensivamente di voler vivere da soli perchè ormai hanno perso le speranze di poter essere amati da una donna: in entrambi i casi si tratta della famosa favola di Fedro "La volpe e l'uva". Per queste persone anche una sola carezza è un balsamo che le scioglie letteralmente riattivando in loro un minimo di speranza di poter trovare quell'affetto che desiderano intensamente. Per tutto ciò condivido pienamente quello che dici e che coincide con le esperienze cliniche e con le scoperte della psicoanalisi contemporanea: - Non si può vivere senza OggettiSè (persone affettivamente significative)! -. Se lo neghiamo, stiamo (consciamente o inconsciamente) ingannando gli altri e soprattutto noi stessi.-

Sognato da Astralia
alle 14:55
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sabato, 17 febbraio 2007

articoli

La Danza Egiziana
mezzo di connessione alle energie sottili



Da sempre l’uomo si è espresso attraverso la danza. Oggi forma d’arte che richiede dedizione, sacrificio, tecnica ed allenamento continuo, in origine forma di comunicazione ed espressione di sentimenti, avvenimenti passati, presenti e futuri. Si conoscono tantissime forme di danza, non stiamo parlando di stili, ma di danze di ringraziamento, propiziatorie, funerarie, celebrative… e l’elenco potrebbe andare ancora avanti. Attraverso lo studio delle civiltà che ci hanno preceduto attingiamo notizie sulle danze e proprio attraverso di esse riusciamo a capire chi erano questi popoli, dove andavano e come si relazionavano alla loro realtà, alle loro religioni, alla loro vita. Sì, perché la danza è vita. Danza il feto in grembo alla madre, cullato dal suono del liquido amniotico, scandendo il ritmo al battito del cuore di madre. Danzano i bambini per gioia, in maniera istintiva, non condizionati ancora da quelli che sono gli schemi delle nostre civiltà e della nostra educazione. Ma danzano anche gli animali, nelle danze di corteggiamento per perpetuare la loro specie.

Tutto danza in natura! Il sole, la luna, le stagioni, il giorno e la notte. Una danza incessante che non conosce giudici, una danza cosmica, infinita, che ci permette di vivere. Perché se è vero che ogni cosa che si muove produce energia, è vero che attraverso il movimento mettiamo in circolo dentro ed intorno a noi tutta l’energia vitale che ci attraversa, permettendo all’energia stessa di rinnovarsi. Attaccati al suolo attraverso i piedi scarichiamo e ci carichiamo dell’energia terrestre. Proprio come gli alberi affondano le loro radici al suolo, i nostri piedi diventano le nostre radici, facendo in modo che Madre Terra ci alimenti. I nostri rami sono le braccia, connessione tra la terra e il cielo, tra l’umano e il divino. Diventa una preghiera, un innalzarsi. Le tecniche sono davvero tante per danzare, ma la danza più bella è quella che nasce spontanea, soltanto per il gusto di sentirsi parte del Tutto. La Danza Egiziana trasmette, grazie al gesto, una comunicazione non verbale, giacchè ognuna delle figure rappresentate, descrivono un preciso significato. Una forma di linguaggio muto e codificato. Danza Egiziana quale forma di danza sacra, nata dalla ricerca delle danze cerimoniali e celebrative nell’Antico Egitto. È nel passato che ritroviamo il nostro presente. 



                                                                      Grazie, Danila… :))

Sognato da Astralia
alle 16:19
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lunedì, 15 gennaio 2007

citazioni, articoli



“L’Arcobaleno è il segno dello Spirito che vive in ogni cosa”

(detto Hopi)

 

Le profezie di molte nazioni indiane affermano che, quando la Terra sarà vicina alla fine, sotto il simbolo dell'Arcobaleno, il mondo entrerà in una nuova era d'armonia.

Tali profezie, riassumibili in una dicitura, “la Profezia del Marsupio”, parla del risveglio di migliaia di Guerrieri dell’Arcobaleno di entrambi i sessi che vedranno improvvisamente manifestarsi il sogno del Quinto Mondo della Pace. Questa è la fase che stiamo attraversando nell’ambito dell’era che le Anziane chiamarono il Tempo del Bisonte Bianco. È proprio durante questo tempo che gli insegnamenti devono essere rivelati a coloro che hanno orecchi per ascoltare e occhi per vedere. La profezia dice che questi Guerrieri dell’Arcobaleno ricorderanno la loro eredità e la useranno per il bene di tutti i Figli della Terra. Capo Due Alberi dei Cherokee dice che queste persone possono essere bianche esternamente, ma che il loro interno è rosso. Questo perchè i Guerrieri dell’Arcobaleno sono i Guardiani di nostra Madre Terra e sono gli stessi nostri Antenati Rossi che fanno ritorno per assistere Tutte le Nostre Relazioni.

Molte persone che si sono scollegate da Madre Terra e che non sono capaci di coltivare il loro cibo dovranno imparare a farlo. Tutte le persone che non hanno conoscenza delle piante curative dovranno affidarsi a coloro che la possiedono. La capacità di rispondere all’imminente mutamento è data dalla comprensione del Marsupio e del dovere che ciascuno ha di condividere e di offrire il proprio servizio. È arrivato il momento di intraprendere il processo di insegnamento che ci consentirà di reimparare le abbondanti lezioni di Madre Terra.

Saremo nuovamente in grado di comprendere il Linguaggio delle Creature e permetteremo al loro istinto ed alla loro saggezza di insegnarci a prenderci cura delle nostre necessità. Il Marsupio diverrà un simbolo del nostro primo sistema di supporto vitale e noi diventeremo una comunità mondiale.

Noi portiamo sulle spalle il Marsupio che contiene il Figlio dei sogni futuri: esso si sta manifestando grazie al nostro amore. Siamo noi i responsabili di tutti i domani a venire. Il Marsupio ce lo ricorda. Noi possiamo proteggere il Futuro rispondendo all’ora.

 

 

(Tratti da www.lifegate.it

e www.esperienzediluce.com )

Sognato da Astralia
alle 21:30
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mercoledì, 03 gennaio 2007

citazioni, articoli

 FELICITA’



Felicità è raggiungere negli oceani della propria anima spiagge serene di sabbia dorata.
Felicità è annullare la voce del tempo.
Felicità è dissolversi nei raggi del sole e sentirsi luce.
Felicità è essere molecole di gioia, scintille di vita.
Felicità è ricerca di frammenti di amore.
Felicità è essere un ventaglio: aprire le braccia e scorgere il punto, Dio.
Felicità è il tremulo raggio di luce proveniente dagli universi stellari, che reca con sé la cenere degli astri: la luce tremula illumina il cuore e lo riscalda di attimi eterni, la cenere degli astri li fa sfuggire: il vuoto affonda nel cuore, ma già all’orizzonte barluma una fioca scintilla di luce lontana.
Felicità è il mistero della spiga, che dà nutrimento all’uomo affamato di verità; ed egli crede di saziarsi, poi essa si allontana e ci si accorge del peso atavico di un vuoto cosmico che è dentro noi stessi. Ma il mistero della spiga si rinnova ogni stagione, e il mulino del nostro cuore per incanto si rimette in moto, mosso dal vento della speranza.
Felicità significa asciugarsi le lacrime del dolore, pur essendo consapevoli che gli occhi saranno sempre stillati di pianto; ma basta chiuderli per un attimo, poi magicamente aprirli, e l’universo ci apparirà pieno di stelle, il mondo pieno di colori, l’anima piena di noi stessi.
Essere felici significa far tornare alla mente i frammenti dei ricordi dell’infanzia, quando l’innocenza era un sentimento istintivo, che non si lasciava intaccare dalla legge della notte, quando il pianto non era gocce di dolore, ma stupore della vita.
Poi le favole antiche si sono dissolte, corrose dal tempo inesorabile, il ritmo degli orologi impazziti che scandiscono le ore con i loro ingranaggi stridenti ci ha travolto, e le nostre manine non hanno più potuto sostenere il peso della vita; e abbiamo spalancato gli occhi innocenti di fronte al pallone volatoci via, che si è diretto verso l’azzurro, leggero e labile, carico della nostra fanciullezza.
L’infanzia si è rarefatta nel cielo azzurro, e il cielo è diventato nero, e ci siamo sentiti aridi come una stella spenta, come un deserto di sabbia immobile: vorremmo scavare nella sabbia per riscoprire la voce di quel tempo lontano, ma è impossibile: viviamo nel Tempo, fluiamo nelle apparenze che esso ci offre, avendo davanti ai nostri occhi un universo di prismi; le immagini cosmiche ci giungono deviate, e i nostri occhi non possono raddrizzarle.
Eppure tremiamo di vita, negli istanti in cui riusciamo a trovare una forma alle immagini disperse che ci circondano; davanti ai nostri occhi appare l’ombra di un essere umano, circondata da un alone magico di sensazioni arcane e profonde: Poi l’ombra si stempera nella luce dei suoi occhi, e scorgiamo il fantasma di un volto di donna, che si fa vivo, sempre più vivo: e ci annulliamo nella sua luce che invade il nostro essere, ebbri di gioia e di amore. Ma abbiamo paura di raggiungere la felicita; è la nostra anima, piena di vita, che ci fa tremare di paura e ci avverte che raggiungere la piena felicità significherebbe annullare il nostro essere uomini, e diventare…
No, la nostra anima non può dircelo: forse la felicità assoluta non esiste, o se esiste è molto diversa dalle forme umane. Ma per pensare alla felicità ci basta vivere attimo dopo attimo, gettare le reti nel fondo del nostro cuore e pescare le gemme più splendenti della nostra anima; e anche quando esse riaffiorano vuote, dobbiamo avere la forza di lanciarle di nuovo negli oceani della nostra anima, sempre più profondamente, e cucire le reti smagliate con la tela della vita.
Felicità è sentirsi vivi.

Francesco Oliviero
(www.medicinaomeosinergetica.net)

Sognato da Astralia
alle 15:37
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sabato, 23 dicembre 2006

alberi, articoli, simbologia, erbe, elementi

PIANTE INTELLIGENTI
Capaci di ragionare, comunicare, difendere il proprio territorio




”Non parliamo né di uomini né di animali, bensì di piante. Secondo recenti ricerche condotte da studiosi di Neurobiologia Vegetale le piante sembrano possedere una qualche forma di intelligenza che consente loro non solo di pensare e comunicare, ma anche di risolvere problemi legati soprattutto alla salvaguardia del loro territorio e alla loro incolumità. A studiare questa forma di intelligenza ci pensa in Italia il Laboratorio internazionale di Neurobiologia Vegetale, il primo al
mondo specializzato in questo tipo di ricerche. Con il direttore del Laboratorio, il professor Stefano Mancuso della Facoltà di Agraria dell'Università di Firenze, abbiamo discusso di questa recente scoperta e dell'attività di questo nuovo organismo.Quando e come nasce l'idea di realizzare il primo Laboratorio internazionale di Neurobiologia vegetale?
’Le scienze vegetali hanno raggiunto negli ultimi anni molti importanti risultati in molteplici settori. La grande massa di dati ed evidenze accumulate hanno accresciuto considerevolmente la nostra conoscenza della vita delle piante permettendo la nascita di nuovi settori di ricerca. La neurobiologia vegetale rappresenta la più recente delle discipline afferenti alla scienza delle piante. Nel maggio 2005 nell'ambito del First Symposium on Plant Neurobiology tenutosi a Firenze, presso l'Accademia dei Georgofili, numerose delle affascinanti ricerche che fanno capo a questa nuova disciplina sono state per la prima volta presentate alla comunità scientifica. Grazie a questo congresso internazionale la dizione di
Neurobiologia vegetale ha iniziato a diffondersi non solo nella ristretta comunità scientifica degli studiosi di piante, ma anche a livello più generale fra la popolazione, a dimostrazione di un interesse diffuso per l'argomento. L'accoglienza riservata a questa nuova disciplina in ambito scientifico si è concretizzata recentemente con la creazione a Firenze, grazie al generoso contributo dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, del Linv (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale). Sulla scorta dell'esempio del Linv, molti laboratori nel mondo hanno avviato importanti studi su argomenti di neurobiologia vegetale; la neonata Society for Plant Neurobiology conta sempre più membri provenienti dalla più prestigiose istituzioni scientifiche internazionali; un nuovo giornale, Plant Signaling and Behavior, edito negli Usa è completamente dedicato alla neurobiologia delle piante; e per finire, un Second Symposium on Plant Neurobiology si è tenuto nel maggio 2006 a Pechino, ospite dell'Accademia delle Scienze di Cina’.
Quali saranno le principali attività di quest'organismo?
’Presso il Linv lavorano 11 giovani ricercatori provenienti oltre che dall'Italia anche da altri Paesi europei. Grazie al Linv due ricercatori italiani che lavoravano in Canada sono rientrati. Da questo punto di vista, l'attrazione che il Linv sta esercitando sui ricercatori stranieri rappresenta una netta inversione di tendenza
rispetto al normale panorama della ricerca italiana. Al momento, le attività più importanti riguardano lo studio di numerosi neurotrasmettitori nella fisiologia della pianta e di alcune proteine coinvolte nella trasmissione dei segnali’.
Una delle scoperte più sorprendenti fatte dal Laboratorio è quella
relativa all'intelligenza delle piante. In che modo si è arrivati a dimostrare che le piante possiedono una loro specifica forma di razionalità e di linguaggio e che riescono a comunicare tra loro?
’Non è corretto dire che si deve al Linv la scoperta che le piante sono esseri intelligenti, tanto meno che esse siano in grado di comunicare fra di loro. In realtà la comunicazione fra piante o fra piante e altri organismi è stata studiata da almeno un secolo e nel mondo vi sono centinaia di ottimi laboratori che lavorano in questo campo. Per l'intelligenza delle piante la storia è un po' diversa, la letteratura scientifica, specialmente anglosassone, è ricca di spunti in questo senso, tuttavia la dizione di "intelligenza" applicata alle piante è più una questione filosofica che scientifica. La mia opinione è che qualsiasi essere vivente "superiore" debba possedere una qualche forma di intelligenza che lo aiuti nel superare i problemi legati alla sopravvivenza. La vera scoperta dei ricercatori del Linv è legata
alla individuazione di una regione dell'apice radicale, chiamata zona di transizione, che sembra possedere tutti i requisiti per essere considerata una zona simil-neurale’.
E' vero che considerazioni sull'intelligenza delle piante si ritrovano in scritti di Aristotele e di Darwin. Su cosa si basavano allora queste considerazioni?
’Nel 1880, Charles Darwin, assistito da suo figlio Francis, pubblicava un libro fondamentale per lo studio della fisiologia vegetale, si tratta del famoso The power of movement in plants. Nelle ultime pagine del capitolo finale Darwin riflette sulle
sorprendenti caratteristiche dell'apice radicale: non è una esagerazione dire che la punta delle radici, avendo il potere di dirigere i movimenti delle parti adiacenti, agisce come il cervello di un animale inferiore; il cervello essendo situato nella parte anteriore del corpo riceve impressioni dagli organi di senso e dirige i diversi movimenti della radice. Charles Darwin era sempre stato affascinato dalle caratteristiche dell'apice radicale. Nella sua autobiografia (1888) scrive di sentire uno speciale piacere nel mostrare quanti e come mirabilmente ben adattati siano i movimenti posseduti dall'apice della radice. Quello che impressionava maggiormente Darwin era l'abilità delle radici nel 1) percepire contemporaneamente molteplici stimoli ambientali, 2) essere in grado di prendere una decisione e 3) muoversi in funzione di questa. Darwin espose le radici a numerosi stimoli, quali fra gli altri la gravità, la luce, l'umidità, il tocco e si accorse che due o più stimoli applicati contemporaneamente potevano essere distinti dagli
apici radicali e che la risposta a questi stimoli era tale da presupporre che la radice fosse in grado di distinguere fra i diversi stimoli e giudicare quale fosse più importante ai fini della sopravvivenza dell'intera pianta. Solo recentemente si sono ottenute prove sperimentali che confermassero queste intuizioni di Darwin. A
più di cento anni dalla originaria intuizione di Darwin, la presenza di una speciale zona sensoria e di calcolo posta nell'apice radicale è ormai un dato certo, e per il lettore che volesse approfondire l'argomento suggerisco la lettura del libro recentemente edito dalla Springer "Plant Communication – Neural aspect of plant life" (Baluska, Mancuso e Volkmann, 2006), che tratta diffusamente
dell'argomento’.
Quali applicazioni pratiche potranno avere le sperimentazioni che state conducendo?
’Spero numerose. Dalla comprensione su come funzionano veramente le piante a ricadute in campi apparentemente distanti come, per esempio, nella robotica con la costruzione dei primi robot ispirati al mondo vegetale, i cosiddetti "plantoidi" su cui stiamo lavorando. Ma il risultato più importante sarebbe far crescere nelle persone la consapevolezza che le piante sono esseri viventi estremamente complessi da cui dipende la vita sulla Terra. Si stima che noi conosciamo soltanto il 5-10 % delle specie vegetali presenti sul pianeta e da queste traiamo il 95% di tutti i principi medicinali utilizzati dall'uomo. Ogni anno migliaia di specie di cui non
sappiamo assolutamente nulla si estinguono, portando con se chissà quali regali per l'umanità che non conosceremo mai. Spesso paragono il mondo delle piante a un enorme regalo fatto all'uomo, che noi gettiamo via senza nemmeno averlo scartato. Ecco, forse sapere che le piante ragionano, sentono, comunicano potrà farcele sentire più vicine e magari proteggerle con più efficacia’.
Il Laboratorio si avvale per le sue ricerche di altri enti o istituti di ricerca?
’Il Linv, pur essendo situato fisicamente presso il Polo Scientifico dell'Università di Firenze opera in stretta connessione con numerosi laboratori internazionali. Dall'Università di Bonn con la quale condividiamo quasi tutte le ricerche attualmente in corso, a numerose altre università e centri di ricerca europei’.”


(Grazie a Jlandra, del gruppo Ynis Afallach Tuath)

Sognato da Astralia
alle 09:29
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mercoledì, 08 novembre 2006

articoli, simbologia

La possibilità della trasmutazione
Alla luce delle cognizioni scientifiche attuali
 
 
È curioso il fatto che, contrariamente a quanto si pensa, la chimica moderna non è nata dall’alchimia, ma per reazione all’alchimia.
Con l’avvento del metodo scientifico, a cavallo tra ‘500 e ‘600, il procedimento della misurazione e della matematizzazione fu applicato anche ad essa. Valenti ricercatori come Boyle e altri, si resero conto che per quanto si facesse, non c’era verso di trasmutare la materia. Se ad esempio si partiva da un minerale di rame, per quante operazioni si compissero su di esso con acidi o con sali di varia natura, alla fine sempre rame si otteneva. Oggi sappiamo bene che tutte le operazioni che venivamo eseguite da che lavorava in laboratorio, per quanto complesse, comportavano sempre e solo reazioni chimiche. Per trasmutare un metallo in un altro invece, sono necessarie reazioni nucleari.
Tutta la materia è composta di atomi, i quali sono formati da un nucleo pesante che ne contiene pressochè l’intera massa e da particelle piccolissime, chiamate elettroni, che ruotano attorno al nucleo.
Nelle reazioni chimiche, atomi differenti entrano in contatto e reagiscono fra di loro formando dei legami che consentono di mettere in comune o di scambiarsi degli elettroni; il nucleo degli atomi non viene assolutamente coinvolto in nessuna reazione chimica.
Per trasformare un elemento in un altro è necessario invece modificarne soprattutto il nucleo, perché e da esso che dipendono le proprietà di un elemento, quindi è indispensabile che avvengano delle reazioni nucleari. Sappiamo però che, mentre le reazioni chimiche richiedono quantità di energie relativamente basse e tali da poter essere disponibili in qualunque laboratorio, le reazioni nucleari richiedono invece altissime energie che solo da pochi decenni l’uomo riesce a produrre e a controllare.
A questo punto si potrebbe tranquillamente asserire che per gli antichi era pressoché impossibile compiere qualunque trasmutazione per il semplice fatto che non potevano disporre dell’energia necessaria per farlo.
La trasmutazione del piombo in oro è stata effettivamente realizzata negli anni ’60 da alcuni scienziati giapponesi, i quali hanno così potuto verificare che per trasmutare 1 grammo di piombo in 1 grammo di oro occorrono 5118 Kw. In pratica quindi la cosa è fattibile ma costa infinitamente di più che andarsi a comperare l’oro dal gioielliere, già finemente lavorato.
Alcuni anni fa però, alcuni scienziati hanno cominciato a sostenere la possibilità di poter provocare delle reazioni nucleari a debole energia, cioè impiegandone delle quantità modestissime. Una parte delle attuali ricerche sulla fusione nucleare è proprio indirizzata in questo senso, tanto che vengono definite ricerche sulla fusione fredda.
Se questa possibilità risponde al vero, si potrebbe anche ipotizzare che, conosciuto il segreto, sapienti di epoche passate siano effettivamente stati in grado di manipolare e trasformare la materia.
Comunque stiano le cose, poco importa: non è l’aspetto metallico dell’alchimia quello che ci riguarda. È certamente molto più interessante invece una scoperta che va sempre in questo senso ma riguarda la materia organica ed in particolare il corpo umano.
Nel 1959, un ingegnere di nome Kervran ha per primo ipotizzato un fenomeno di trasmutazione nucleare a debole energia all’interno del corpo umano.
Ha in sostanza capito che il nostro organismo è in grado di fondere i nuclei degli atomi di sodio (Na11), presenti ad esempio nel sale da cucina, con i nuclei di ossigeno (O8) che assorbiamo mediante la respirazione, producendo ex novo degli atomi di potassio (K19). Dopo di allora questo misterioso processo è stato accertato e riscontrato in modo inconfutabile sia nel regno animale che in quello vegetale.
Pur essendo un fenomeno assodato, esso non cessa di meravigliare gli scienziati poiché risulta a tutt’oggi assolutamente inspiegabile; trattandosi a tutti gli effetti di reazioni nucleari, dovrebbero essere necessarie energie molto superiori a quelle che il nostro organismo ha a disposizione. A questo punto, delle due l’una:
- o il nostro organismo, come sostengono da sempre certi mistici orientali, è in grado in particolari circostanze di sprigionare e controllare enormi quantità di energia
- oppure esiste la possibilità, con modalità ancora ignote alla scienza, di effettuare reazioni nucleari a debole energia.
Quale che sia la risposta, la materia vivente è comunque in grado di farlo, quindi è importante sottolineare il fatto che, in entrambi i casi, il corpo umano è in grado di compiere operazioni e processi la cui portata e natura sfuggono completamente alle possibilità di comprensione della scienza attuale.
Di fronte alla domanda: “quali sono i limiti del corpo umano?” – l’interpretazione del processo alchemico come una grande opera che riguarda intimamente l’uomo, forse relativa proprio al risveglio di potenzialità del nostro cervello oggi insospettate ma note ai saggi di un tempo, risulta estremamente probante e significativa.

Sognato da Astralia
alle 23:57
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'Io ho avuto un'esperienza...non posso provarla...non posso nemmeno spiegarla ma tutto ciò che conosco come essere umano, tutto ciò che io sono mi dice che è stata reale...Mi è stato dato qualcosa di meraviglioso, qualcosa che mi ha cambiata per sempre...una visione dell'universo che ci dice innegabilmente quanto piccoli e insignificanti e quanto rari e preziosi noi tutti siamo...Una visione che ci dice che noi tutti apparteniamo a qualcosa che è più grande di noi stessi e che non siamo...che nessuno di noi è solo...Vorrei tanto...che tutti quanti...sia pure per un solo momento potessero sentire quella venerazione...e umiltà...e speranza...ma...questo rimane un mio desiderio' - "Contact"