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sabato, 22 settembre 2007

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(www.thesecretitalia.it)

Sognato da Astralia
alle 14:30
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martedì, 19 settembre 2006

articoli, simbologia, elementi, testi sacri

L'uomo 666
(10/08/2006)

 

 

Qui sta la Sapienza” dice Giovanni nell’Apocalisse, aggiungendo “chi ha intendimento conti il numero della Bestia poiché è il numero dell’uomo, e il suo numero è 666” (Ap. 13-18).

La grande ignoranza per secoli ha condannato questa cifra 666, denigrandola a tal punto che viene usata addirittura come supporto magico per condurre Messe nere o per segnalare nefandezze più brutali.
E non solo, ma lo stesso Satana viene evocato con questo numero come se si trattasse di un numero telefonico.

Non vi siete mai domandati se tutto ciò non sia soltanto una madornale montatura ?

Se non l’avete mai fatto siete degli ingenui o semplicemente dei creduloni.

E’ San Giovanni stesso che afferma “qui sta la sapienza” e dopo ci consiglia “Chi ha intendimento conti il numero…..

Proviamo allora a contare, ossia ad interpretare usando la Tradizione per scoprire cosa vi è nascosto. Per prima cosa prendiamo un  - 6 – singolarmente utilizzando i Tarocchi per interpretare la simbologia che nasconde.

La Lama n° 6 degli Arcani Maggiori è “L’innamorato”. Esprime la potenza del Sesso-Eros Cosmico che congiungendosi con l’opposto crea delle diverse dimensioni. E’ la Luce Iniziatica. È l’armonia e l’equilibrio perfetto. Sono i quattro elementi intrecciati in uno scudo di forza.
E’ il sigillo di Salomone, il Fuoco liberatore, che manifesta il divino nella materia da trasmutare.
E’ il Frutto Proibito della Genesi stessa, liberatore e rinnovatore del mondo e dell’uomo, che si converte in un Dio.
Così, con questa forza l’uomo s’eleva, ma se al contrario essa viene usata per soddisfare i bassi istinti può farlo precipitare e dargli la “morte” nello spirito.
Il comprendere questa simbologia e l’applicare il suo insegnamento dona la possibilità di elevarci sopra ogni cosa.

Abbiamo dunque il numero – 6 – che non ha assolutamente nulla di negativo. Al contrario alcuni ermetisti sentono che la radice della parola sei è niente meno che sesso, e ne sono convinto. Anche perché il simbolo secondo la Geometria sacra che lo rappresenta è niente meno che l’esagramma, la stella a sei punte comunemente noto come “Sigillo di Salomone” indicando la perfetta congiunzione di un triangolo di fuoco con uno di acqua indicando anche, una volta intrecciati, i quattro elementi : Fuoco, Acqua, Aria e Terra. Sono dunque nell’errore coloro che hanno demonizzato il sesso, sicuramente per “occultare” la Chiave di volta per il passaggio da uomo “normale” a uomo realmente “sapiens”.

Forse alcuni lettori conoscono i Quadrati Magici Planetari che ci tramanda la Tradizione. A tal scopo si sappia che ciascuno dei nostri “sette pianeti”  ha il proprio quadrato magico  con dei numeri particolari. Per esempio : 3 quadrati X 3 = Saturno; 4 X 4 rappresenta Giove; 5 X 5 rappresenta l’archetipo di Marte; 6 X 6 quello del Sole; 7 X 7 quello di Venere; 8 X 8 è Mercurio e 9 X 9 quello della Luna.

Si ritiene che Pitagora fu il primo a parlare della natura dei numeri : “Insegnò” che la natura dei numeri è in relazione con quella della Natura. Chiunque conosce la natura dei numeri, la loro essenza, il genio e le loro proprietà, può conoscere la quantità delle spezie e il loro genio, ossia, l’Archetipo Planetario.

Prendiamo il quadrato magico del Sole, quello di 6 X 6 e sommiamo ogni riga che da 111 e moltiplichiamolo per 6; ci da come risultato il famigerato 666 ! che non è altro che l’Archetipo del Sole in persona, e se questo astro non esistesse nel centro del nostro sistema planetario neanche noi esisteremmo.

E non finisce qui.
Sapete chi è il “Logos Solare”  ? E’ niente meno che il Cristo, allora il numero sacro per eccellenza è il “666” ed è il numero che nasconde la Sapienza secondo Giovanni.

Ora mi dite se questa cifra è negativa e se è realmente il numero della Bestia ?

E come questo Logos Solare è l’energia Cristica  ed è un simbolo sacro della massima potenza, rappresentando la sapienza da raggiungere e da oscurare e da cancellare secondo coloro che ci vogliono come massa acefala ed ignorante.

A volte mi viene da ridere quando i TG fanno vedere i luoghi dove si sono praticate le cosiddette messe nere, dove spicca il 666 come se fosse il massimo richiamo del maligno. Invece si evoca la più meravigliosa e sacra energia del creato. Perché se riduciamo il 666 ad unna sola cifra abbiamo : 6 + 6 + 6 = 18;  1 + 8 = 9.
Il numero 18 non è altro che lo Sperma o Seme umano, e il 9 è il numero che contiene in se tutti gli altri dall’ 1 all’ 8 e per chiarirci di più le idee esaminiamo la Lama n° 9 dei Tarocchi : “L’Eremita”.

L’Eremita”  è il saggio, è l’iniziato avvolto nel mistero del suo mantello che è l’espansione del suo corpo di luce, la sua propria aura.
Tutta la sua volontà e forza è nel bastone, sul quale si appoggia, e col quale domina e controlla le forze della passione e del desiderio simbolizzato dal serpente  che rimane fisso ed obbediente.
Il numero – 9 – è una spirale centrifuga che spande nell’universo tutte le possibilità numeriche che contiene. Rappresenta i nove stadi della gerarchia Angelica, dall’Angelo fino all’Amorevole Serafino, una gerarchia che l’uomo deve seguire se il suo volere è la Luce.
L’Eremita è la Tradizione Iniziatica stessa. E’ colui che cammina nella sua stessa Luce con Saggezza, Forza, e Bellezza, e soprattutto padroneggia la virtù della Prudenza e della Tolleranza, operando attraverso di esse. E’ anche il fautore delle molteplici fisionomie delle norme universali e può accendere nel cuore il fuoco divino di Luce, Verità e Conoscenza.
Queste tre ultime parole :  Luce, Verità e Conoscenza, credo siano la causa principale dell’oscuramento dell’intelletto umano in tutte le epoche, da parte dei diversi che volevano l’uomo ignorante e credulone. Non solo hanno bruciato le grandi biblioteche del passato, ma hanno anche infangato e rovesciato il vero significato dei simboli, ed uno di questi è il 666, numero dell’uomo, altro che bestia !

Quindi dopo questa breve analisi siamo approdati al vero significato simbolico ed analogico di questo numero sacro : è l’Archetipo dell’uomo vero, Logos Solare, Il Cristo di Luce, la Vita stessa. Mentre nell’uomo è l’energia dell’Eros, che è equivalente alla seconda persona della Trinità, ossia è il Figlio, il Principio Creatore che si fa carne moltiplicandosi all’Infinito, simile alla Pietra Filosofale degli Alchimisti che può elevare l’umanità, iniziando dall’uomo che salendo la Scala Angelica può arrivare a Dio.

A questo punto sorge una domanda : chi ci ha fatto questo tiro mancino, o scherzo da prete, e perché ?
Personalmente credo che il primo imbroglio sia stato compiuto quando gli dei camminavano insieme agli uomini. Creatori e Creature; sicuramente il Dio Biblico, Yahve, geloso della sua creazione, alludendo alla malvagità volle distruggerlo insieme a tutti gli animali e provocò il Diluvio Universale, ma non ci riuscì completamente.

Un ceppo famigliare, sicuramente aiutato da un dio buono, sopravvisse a quella immane catastrofe e continuò a proliferare. Passarono gli anni e l’uomo-creatura, figlio degli dei diventò a sua volta simile ai padri e questo a sua volta si arrabbiò moltissimo e disse “….confondiamo laggiù la loro lingua, in modo tale che essi non comprendano più la lingua l’uno dell’altro”. E Yahve li disperse sulla faccia della Terra. In questo modo, questo Dio, confuse non solo il linguaggio verbale ma anche quello simbolico che fu oscurato e confuso, facendoci perdere la nostra memoria e identità.

Probabilmente non tutti gli uomini di allora si resero conto di quello “scherzo” e continuarono a venerarlo e a servirlo al tal punto che quando ripartirono per la loro casa allontanandosi dalla Terra, alcuni popoli crearono per loro una religione doc e ancora ai nostri giorni, colui che provò a sterminarci tutti, ancora è il capo.

Credo che sia venuto il momento di recuperare la nostra identità rubata e dispersa, ricomponendo pezzo per pezzo la Tradizione Sapienziale dell’Umanità, come fece Iside con il corpo di Osiride. Rivalutiamo il numero dell’Uomo-Cristo 666, perché abbiamo “intendimento” e nessuno potrà ormai ingannarci cambiandoci le carte in tavola.

Piccola Nota Finale :
Consiglio ai lettori più coraggiosi, ai veri guerrieri della Luce, di prendere un pezzettino di pergamena e con inchiostro rosso (colore del sangue) disegnare un bel 666 e portarlo come un portafortuna, chiave della Sapienza, sempre con se. Il beneficio che ne ricaverete accrescerà la vostra consapevolezza.

 

di Alfredo Di Prinzio


(www.kuthumadierks.com)

Sognato da Astralia
alle 20:03
commenti (10)

 

venerdì, 14 luglio 2006

citazioni, fotografie, simbologia, testi sacri

Dal punto di vista organico i capelli e le unghie dell’uomo sono costituiti dagli stessi elementi biochimici delle corna degli animali. Sono i raggi celesti, radici attraverso cui discendono nell’uomo le energie divine e la potenza che gli dà vita, raggi che diventano i rami dell’arborescenza alla sua sommità.

I capelli sono simbolo di forza divina.

La storia di Sansone illustra magnificamente la profondità di questa realtà.

Consacrato a Dio fin dalla nascita, Sansone “non vide mai il rasoio passare sul suo capo”. La sua forza terrorizzava l’ “avversario”, simboleggiato dai filistei. Per dominare l’avversario Sansone lo sposa. Ritroviamo qui la legge che presiederà all’ “opera in nero”. Essa è ancor più evidenziata quando Sansone diviene cieco. Infine muore scotendo le due colonne su cui posava la casa dei filistei: sono i due poli della dualità che crollano. Animato d’una forza divina contenuta nei suoi capelli, primizie della corona, Sansone assume con la morte un aspetto della prima parte delle nozze d’Israele con il suo Dio.

Ci ricorderemo come, nel passaggio della “porta degli uomini”, i reni simboleggiavano la forza, e come per i cinesi “i reni fioriscono nei capelli”! Arborescenza, fioritura: sì, i capelli sono tutto questo.

Rigoglio della linfa, essi sono il fiore della sessualità. Parlando di capelli delle donne, l’apostolo Paolo evoca il turbamento che possono far nascere negli angeli… “I capelli della donna sono la gloria dell’uomo” dice, mentre “i capelli dell’uomo sono la gloria di Dio”. E raccomanda inoltre agli uomini di scoprirsi la testa nella preghiera, alla donna di restare velata (Corinzi 11).

La calvizie – in ebraico qereha – ha per omonimi il ghiaccio e la gelata. Ora, se la capigliatura alla sommità del capo simboleggia la forza e il coronamento della sessualità, è interessante notare che, all’opposto, nel fondo della discesa agli inferi, alcuni viaggiatori, come Dante, incontrano il mare di ghiaccio, simbolo del denudamento totale.

Penso che si tratti di un’esperienza analoga a quella che Sansone sperimenta quando, durante la notte della sua “opera in nero”, unendosi a Dalila – donna il cui nome è anch’esso legato alla notte -, viene da lei rasato. Le “sette trecce” dei suoi capelli sono tagliate. Rimane calvo, privato della sua forza.

Ora, il Bar-do t’os grol consiglia a colui che deve risalire dal soggiorno dei morti e nascere di nuovo, di “staccarsi dalla matrice samsàrica” e di dirigersi verso “il regno della felicità suprema”, ossia “il regno della densa concentrazione, o il regno di-quelli-dai-lunghi-capelli”.

Cosa sono la “ciocca di Allah” degli arabi, la treccia tradizionale dei cinesi se non il raggio di luce che li lega al cielo e il prolungamento sottile della colonna vertebrale?

Tutti i riti concernenti i capelli hanno un senso sacro. Tali riti, incredibilmente numerosi nel tempo e nello spazio, vanno dal semplice gesto simbolico a tutto un arsenale di procedure magiche, il cui scopo è quindi nettamente legato alla sessualità di ordine profano.

Il capello, il pelo – in ebraico sear – è il “principe”, il principio piantato nella “sorgente” dell’essere. “I capelli si radicano nei reni”, ma sbocciano nella corona.

La parola sear, che indica il capello, il pelo, designa anche con un’omonimia saar, il “timore”, il “tremore” (il brivido davanti al sacro).

Quando si trova nello stato di paura – e la paura non è altro che il riflesso caricaturale del timore davanti al sacro -, l’essere umano vede i peli rizzarsi, i capelli farsi diritti: tese tutte le antenne, è alla ricerca di un’informazione che potrà salvarlo da un evento su cui non ha il controllo.

È un fatto ben noto ai biologi che i peli degli animali siano altrettante antenne che, una volta drizzate, li informano e li rendono sensibili a modulazioni vibratorie infinitamente troppo sottili per la residua capacità ricettiva dell’uomo moderno, in particolare in occidente.

Del resto, l’essere umano così come lo vediamo noi, sembra aver perduto i peli e i capelli nel corso degli anni, nella misura in cui si è opacizzato rispetto al divino e, conseguentemente, ai mondi che lo circondano e che non sa più di portare in sé.

Per contro, sono stati osservati casi di persone che avevano il dono della chiaroveggenza, e il cui sistema pilifero era particolarmente sviluppato su alcune parti del corpo.

È certo che la crescita delle unghie e dei capelli prosegue ben oltre la morte biologica, e sembra obbedire ad una stimolazione biogenetica differente da quella che sovrintende alla vita degli altri tessuti.

Tenuto conto dell’affabulazione popolare, numerose sono le leggende – ma vi si trova sempre una parte del contenuto corrispondente al vero – che ci raccontano di fenomeni di questo genere, specialmente nella vita dei santi. “Non si dice” riferisce il dottor Lacher “che la barba di sant’Uberto non cessa di crescere e che ogni anno, nel giorno della sua festa, il sacrestano gli rasi il mento”?

L’oriente, sia cristiano che musulmano, potrebbe fornire molte testimonianze circa gli anacoreti scoperti in fondo alla loro grotta, morti già da molto tempo, in alcuni casi da anni: i capelli e le unghie avevano continuato a crescere.

Questo fenomeno banale sarà forse accentuato negli esseri che hanno raggiunto un’alta evoluzione e in coloro che sono stati ritrovati in perfetto stato di conservazione dopo la morte? In quest’ultima ipotesi, l’abbondanza di capelli potrebbe essere legata alla santità (o a stati satanici che ne sono l’omologo al polo negativo)? Il problema meriterebbe uno studio del tutto particolare.

La parola “capigliatura”, pera per i nazareni, è composta dalle stesse lettere-energie di ‘afar, la “polvere”, che abbiamo visto essere lo stato dell’uomo nella sua molteplicità, all’inizio della sua crescita. Ne abbiamo studiato il senso nel simbolismo delle ginocchia, le cui due piccole corone, alla nascita dell’uomo, promettono già la sua corona unica.

A livello della testa, la capigliatura è questa corona; la molteplicità-polvere è divenuta unità.

La stessa parola pera pronunciata paro’ significa “mettere a nudo, togliere il freno, sciogliere le briglie”… L’uomo coronato è in effetti totalmente libero, perché è divenuto totalmente somigliante e ha raggiunto i suoi archetipi.

L’anarchico è colui che si crede libero per aver rifiutato ogni archetipo. La sua capigliatura è folle, nessun ordine la governa; oggi anche il suo colore a volte è demenziale. Se si occupa degli archetipi, la capigliatura prende forma di una cresta: è un corno incosciente.

All’opposto di questa espressione di demenza infantile, una capigliatura opportunamente acconciata si sistema secondo un disegno che ne fa un diadema.

Se Maria Maddalena asciuga con i capelli i piedi del Cristo che ha bagnato con le lacrime, se li unge con profumi, se, ancora lei, la sera della pasqua, versa sui capelli di Cristo “un profumo di puro nardo molto pregiato” (Marco 14,3), è in realtà l’umanità che ritorna dal suo vero sposo: getta i capelli ai suoi piedi e rompe il vaso d’alabastro che essa è, quando, totalmente realizzata, muore per esalare il suo profumo.

Da tutta l’eternità, lo Sposo divino attende l’umanità sua sposa per coronarla.

 

“Ecco, io l’attirerò

e la condurrò nel deserto

e parlerò al suo cuore. (…)

Ti farò mia sposa per sempre,

ti farò mia sposa,

nella giustizia e nel diritto,

nella grazia e nella tenerezza”    (Osea 2,16-21)

 

 

“Sarai una splendida corona nelle mani del tuo Signore,

un diadema regale nella palma del tuo Dio”     (Isaia 62,3)

 

 

Nella sua più eccelsa visione Giovanni riferisce:

 

“Nel cielo apparve poi un segno grandioso:

una donna rivestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi

e sul suo capo una corona di dodici stelle”      (12,1)

 

 

Innalzata verso il cielo per mano degli angeli, dice la tradizione, la vergine Maria diviene la sposa. È incoronata dalle mani dello Sposo.

Ella è l’umanità realizzata.

È la primizia d’ognuno di noi.

(Il simbolismo del corpo umano - Annick De Souzenelle)

Sognato da Astralia
alle 19:20
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venerdì, 13 gennaio 2006

testi sacri

TAVOLA IV 
(Tavole smeraldine)

“Ne trovai alcuni che avevano conquistato l’etere. donna_cosmicaLoro erano liberi nello spazio mentre ancora erano uomini. Usando la forza che è il fondamento di Tutte le cose, lontano nello spazio loro costruirono un pianeta, disegnato dalla forza attraverso la quale fluisce il Tutto; condensando, riunendo l’etere in forme che crebbero come loro vollero. Andando oltre la scienza, loro, fra tutte le razze possente in saggezza, i figli delle stelle. Per un lungo tempo feci una pausa e guardai la loro saggezza. Li vidi creare dal di fuori dell’etere delle gigantesche città rosa e oro. Formate dall’elemento primigenio, base di tutta la materia, il lontano flusso dell’etere. In un lontano passato, loro avevano conquistato l’etere, liberarono loro stessi dalla servitù della fatica; formavano con la mente solamente un immagine e rapidamente creavano, essi crebbero.”  

Sognato da Astralia
alle 15:55
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domenica, 18 dicembre 2005

testi sacri

“Gesù vide dei bimbi che succhiavano il latte.CAQH49MV Disse ai suoi discepoli : Questi bambini che prendono il latte assomigliano a coloro che entrano nel Regno. 
Gli domandarono: Se noi saremo bambini entreremo nel Regno?  . Gesù rispose loro: Allorché di due farete uno, allorché farete la parte interna come l'esterna, la parte esterna come l'interna e la parte superiore come l'inferiore allorché del maschio e della femmina farete un unico essere sicché non vi sia più né maschio né femmina allorché farete occhi in luogo di un occhio, una mano in luogo dì una mano,un piede in luogo di un piede e un'immagine in luogo di un'immagine, allora entrerete nel Regno.”

 

                                            Dal vangelo secondo Tommaso

Sognato da Astralia
alle 00:37
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martedì, 22 novembre 2005

fotografie, articoli, dipinti, aforismi, simbologia, artigianato, testi sacri

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Sognato da Astralia
alle 22:47
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lunedì, 21 novembre 2005

testi sacri

"Un giorno Gesù ci spiegò i segreti delle stelle.
Era un mattino di Primavera . Dall'alto del colle vedevamo, nella pianura lontana, sorgere il Sole là dove , nell'orizzonte ancora brillava una luminosa costellazione.
<Passano le costellazioni> - disse Gesù - < dopo l'Ariete i Pesci. E poi verrà l'Acquario. Allora l'uomo scoprirà che i morti sono vivi e che la morte non esiste> ."
(dal Vangelo secondo Tommaso)

Sognato da Astralia
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'Io ho avuto un'esperienza...non posso provarla...non posso nemmeno spiegarla ma tutto ciò che conosco come essere umano, tutto ciò che io sono mi dice che è stata reale...Mi è stato dato qualcosa di meraviglioso, qualcosa che mi ha cambiata per sempre...una visione dell'universo che ci dice innegabilmente quanto piccoli e insignificanti e quanto rari e preziosi noi tutti siamo...Una visione che ci dice che noi tutti apparteniamo a qualcosa che è più grande di noi stessi e che non siamo...che nessuno di noi è solo...Vorrei tanto...che tutti quanti...sia pure per un solo momento potessero sentire quella venerazione...e umiltà...e speranza...ma...questo rimane un mio desiderio' - "Contact"